{"id":32660,"date":"2020-10-03T06:23:59","date_gmt":"2020-10-03T04:23:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mdipime.org\/?p=32660"},"modified":"2020-10-03T06:23:59","modified_gmt":"2020-10-03T04:23:59","slug":"la-missionaria-del-tempo-feriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mdipime.org\/en\/missionary-life\/la-missionaria-del-tempo-feriale\/","title":{"rendered":"La missionaria del tempo feriale!"},"content":{"rendered":"<p><em>Sr. Elena Guglielmelli \u00e8 nata a Napoli nel 1946 ed \u00e8 missionaria dell\u2019Immacolata dal 1971. Nei primi anni dopo la professione religiosa ha potuto studiare da infermiera e cos\u00ec specializzarsi, lavorando in varie strutture in cui allora prestavamo servizio.<!--more--><\/em><\/p>\n<p><em>La sua storia missionaria inizia in India e continua in Bangladesh\u2026I curiosi piani di Dio!<\/em><\/p>\n<p><em>Destinata infatti per l\u2019India, \u00e8 partita alla volta della missione nel 1982, per poi lavorare come infermiera per 8 anni fra gli ammalati di lebbra a Eluru. Contemporaneamente per\u00f2, a Khulna, nel Sud del Bangladesh, si susseguono alcuni fatti che la coinvolgeranno da vicino.<\/em><\/p>\n<p>Sr. Rosa Sozzi, missionaria dell\u2019Immacolata e medico, arriva in Bangladesh nel 1974. Sr. Rosa negli anni \u201980 nella zona di Khalishpur\/Khulna stava lavorando ad un sogno missionario, la prima struttura per curare malati di lebbra nel Sud del Bangladesh, dove arriva nel 1986. \u00a0Le necessit\u00e0 sono grandi, i malati numerosi, l\u2019idea di sr. Rosa sembra rispondere ai bisogni del tempo, ma gli imperscrutabili piani di Dio vogliono diversamente e Sr. Rosa muore di malattia il 27 ottobre 1989, a soli 48 anni. <strong>Ed \u00e8 proprio qui che sr. Elena incontra il Bangladesh. L\u2019allora Madre Generale sr. Antonia Mapelli, infatti, vista l\u2019emergenza del progetto dell\u2019ospedale in corso, ma senza pi\u00f9 un medico, chiede a sr. Elena la disponibilit\u00e0 di andare per sei mesi a Khulna-Boyra<\/strong> per valutare bene l\u2019opera, se ci fosse la necessit\u00e0 e le opportunit\u00e0 per portarla avanti. B\u00e8, quei sei mesi sono diventati quasi trent\u2019anni, e sr. Elena non \u00e8 pi\u00f9 rientrata in India, inserendosi invece appieno nella missione in Bangladesh, dove presta il suo servizio fino ad oggi, vivendo in questi anni nelle diverse comunit\u00e0 di Khulna, Dhanjhuri, Kudbir e Bonpara.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DOMANDE:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">sr. Elena, secondo la tua esperienza, quali sono gli elementi fondamentali di uno stile di vita missionario, che permettono di inserirsi in missione?<\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Per me la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019apertura verso l\u2019altro, l\u2019accoglienza.<\/strong> Dovunque andiamo troviamo la diversit\u00e0, ma l\u2019importante \u00e8 vivere la curiosit\u00e0 e l\u2019amore, l\u2019interesse di scoprire l\u2019altro dov\u2019\u00e8, chi \u00e8, con gusto, interesse ed entusiasmo. Nel mio percorso \u00e8 come se avessi vissuto l\u2019inserimento missionario due volte: In india ho potuto sentire maggiormente la tranquillit\u00e0 e la passione nell\u2019aprirsi alla missione, ho studiato molto l\u2019induismo e ho fatto esperienza dell\u2019hasram. Qui in Bangladesh ho percepito di pi\u00f9 l\u2019emergenza della missione, delle cose da fare, ma sicuramente considero anche qui come una delle cose pi\u00f9 importanti il conoscere la lingua, la religione, lo stile della vita della gente.<\/p>\n<p>L\u2019approfondimento e la conoscenza dell\u2019altro \u00e8 sempre stata una mia passione, nella mia vita missionaria ho cercato infatti di approfittare di tutte le possibilit\u00e0, di seguire dei corsi di inculturazione, di leggere, per poter comprendere sempre pi\u00f9 come l\u2019altro pensa e considera le diverse variabili della vita.<\/p>\n<p>E\u2019 in questa passione che ho trovato tuttavia anche la fatica:<\/p>\n<blockquote><p>entrare nel pensiero dell\u2019altro, cos\u00ec diverso da me, nella percezione del suo modo di sentire, \u00e8 un percorso mai finito, un traguardo sempre da raggiungere.<\/p><\/blockquote>\n<p>In tanti momenti mi sono trovata in difficolt\u00e0 nel dover riconoscere valore o importanza dove io non ne davo, o viceversa. Qui in Bangladesh da questo ho imparato l\u2019importanza della pazienza e del saper attendere.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Quali sono i tuoi consigli per un giovane missionario che si sta inserendo ora in missione?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Cominciamo parlando di cose serie: quello che serve prima di tutto \u00e8 la certezza della propria vocazione di chiamato da Dio per una vita consacrata missionaria. Se abbiamo questo abbiamo tutto! E se abbiamo scoperto che questa \u00e8 la nostra vocazione, possiamo tirare dritto in ogni difficolt\u00e0 e fidarci di Dio che mai ci abbandoner\u00e0.<\/p>\n<p>Questa percezione, che anch\u2019io ho scoperto pian piano nella mia vita, \u00e8 fondamentale: il Signore c\u2019\u00e8 sempre e soprattutto nei momenti in cui pensi che non ce la farai. Se hai scoperto questo, se senti il Signore come guida nella tua scelta di vita missionaria nulla ti manca e nulla ti serve di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Nella vita e nel quotidiano, io mi sento \u2018la missionaria del feriale\u2019, cio\u00e8 la missionaria che ogni giorno si sente riconfermata dalla presenza del Signore che ti dice \u2018va\u2019 avanti\u2019.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima cosa che serve quindi, ed \u00e8 una grazia di Dio, \u00e8 essere convinti della propria vocazione, io vado avanti a qualsiasi costo, perch\u00e9 questo \u00e8 il progetto di Dio.<\/strong> Verranno dei momenti duri, ma su questa parola si pu\u00f2 sfidare anche l\u2019incertezza e la difficolt\u00e0, fidandosi del Signore che ci ha voluto qui.<\/p>\n<p>Ricordo un episodio, in cui condividendo con un\u2019amica le difficolt\u00e0 che stavo attraversando, lei mi ha dato una risposta che mi \u00e8 servita da lezione citando la lettera agli Ebrei (Eb 12,3-4): Pensate attentamente a Cristo, che ha sopportato contro di s\u00e9 una cos\u00ec grande ostilit\u00e0 dei peccatori, perch\u00e9 non vi stanchiate perdendovi d&#8217;animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.<\/p>\n<p>Questa citazione mi ha scosso, ma mi ha richiamato alla realt\u00e0 e mi ha aiutato a vivere ancora con nuova forza il mio quotidiano.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Quali sono i punti forti, irrinunciabili della vita missionaria, secondo la tua esperienza?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Quello che posso chiamare un punto forte, un fondamento, \u00e8 questa certezza dell\u2019essere stata scelta all\u2019interno di un piano di Dio, di essere uno strumento. \u00a0Ho sempre sentito di essere su una strada non scelta da me, ma ispirata.<\/p>\n<p>Io sono infermiera e ho lavorato molto come infermiera in missione, ma non \u00e8 stata una scelta all\u2019insegna dell\u2019entusiasmo. All\u2019inizio avevo il rigetto per questa professione, ma ho pensato di fare l\u2019infermiera per il bene e la necessit\u00e0 della missione, di cui vedevo i bisogni nel campo della sanit\u00e0, e non mi sono mai pentita. <strong>Ho sempre sentito come quello che faccio non sia opera della mia bravura, ma piuttosto del Signore che si serve di me e di noi come strumenti, questo \u00e8 per me il cuore della mia vita missionaria. E\u2019 la sua presenza che rende il feriale eccezionale, speciale, c\u2019\u00e8 la presenza di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>Posso dire inoltre che l\u2019esperienza con i lebbrosi e i malati \u00e8 un modo diverso di conoscere la missione. Ho sempre sentito fra le mie mani una possibilit\u00e0 straordinaria di conoscere l\u2019altro, sentire che il Signore ti affida questa persona perch\u00e9 tu ne possa prendere cura. Tantissime persone ritornavano da noi una volta guarite, molto riconoscenti, dicendo che ci sentivano come fossimo famigliari, parenti, spesso le loro mamme. Sentivano che gli volevamo bene pi\u00f9 della loro stessa famiglia.<\/p>\n<p>Fra paziente e dottore\/infermiere si crea un legame nel bene e nel male che \u00e8 empatico, anche noi nel curare i lebbrosi sentivamo come di toccare o curare qualcosa di noi stessi.<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Raccontaci un episodio concreto che pi\u00f9 ti sembra significativo.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel legame con i paziente cerchiamo di ripercorrere i passi di Ges\u00f9 e di prenderci cura degli altri, non solo del loro corpo, ma della loro stessa vita. Delle volte ci prendevamo in carico tutta la famiglia dei nostri pazienti, aiutandoli dando il cibo e le risorse per chi non lavorava pi\u00f9 o trovando altri lavori per chi poteva ancora lavorare. Con i lebbrosi in particolare poi sento come una chiamata particolare: il Signore ci chiede di ristrutturare arti deformati e guarire piaghe lacerate, ci ispira quasi ad essere a sua immagine, creatori di vita.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 chiaro questo pensando alla prima bambina ammalata di lebbra che abbiamo operato in India. Lei, di nome Rani, era hindu e aveva solo 14 o 15 anni. <strong>Per me vedere per lei la possibilit\u00e0 di usare di nuovo le mani (la manina esile deformata dal morbo di hansen), di prendere in mano ancora le cose, \u00e8 stata una gioia indescrivibile, la possibilit\u00e0 di partecipare alla ri -creazione, la possibilit\u00e0 di essere insieme al Signore datori di vita e di speranza.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Cosa vedi nel futuro della missione?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Vedo che bisogna trovare un modo nuovo di cercare e trovare e di vivere la missione. Siamo in un momento di grande rinnovamento missionario, mi sembra che ci venga chiesto come di tornare a guardare con occhi nuovi la realt\u00e0, per chiedere e chiedersi quale sia il bisogno.<\/strong> Senza questo tipo di rinnovamento a partire dalla realt\u00e0 ogni missione e anche la vita consacrata rischia di fermarsi e arenarsi.<\/p>\n<p><strong>Ho molta fiducia nelle nuove generazioni:<\/strong> con loro pu\u00f2 cominciare un nuovo modo di operare la missione. Se non si sa da dove cominciare bisogna cominciare con guardare le cose che ci stanno attorno con il desiderio di rendere sempre protagonista il Signore, disposti a qualunque sacrificio\u2026Le buone idee, specialmente quelle Ispirate, si pagano! &#8230;&#8230;.ma da qui viene una forza che aiuta a tirar fuori il meglio di se stessi, e una gioia profonda che sempre ti accompagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>sr. Elena Guglielmelli &#8211; Provincia Bangladesh<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Per saperne di pi\u00f9: CHI ERA SR. ROSA SOZZI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Suor Rosa SOZZI - Bangladesh\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9GBkw0SLxZc?feature=oembed&amp;wmode=opaque&amp;showinfo=0\" style=\"border: none\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sr. Elena Guglielmelli \u00e8 nata a Napoli nel 1946 ed \u00e8 missionaria dell\u2019Immacolata dal 1971. 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