{"id":11730,"date":"2018-02-22T20:56:04","date_gmt":"2018-02-22T19:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mdipime.org\/vida-missionaria\/annuncio-della-beatificazione-dei-martiri-dellalgeria\/"},"modified":"2018-02-22T20:56:04","modified_gmt":"2018-02-22T19:56:04","slug":"annuncio-della-beatificazione-dei-martiri-dellalgeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mdipime.org\/pt-br\/vida-missionaria\/annuncio-della-beatificazione-dei-martiri-dellalgeria\/","title":{"rendered":"Annuncio della beatificazione dei martiri dell&#8217;Algeria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Comunicato dei vescovi dell&#8217;Algeria<\/strong><\/p>\n<p>La nostra Chiesa \u00e8 nella gioia. Papa Francesco ha appena autorizzato la firma del decreto di beatificazione di Mons. Pierre Claverie e i suoi 18 compagni e compagne. <!--more-->Ci \u00e8 data la grazia di poter fare memoria dei nostri 19 fratelli e sorelle come martiri, cio\u00e8, secondo il senso stesso della parola, come testimoni dell\u2019amore pi\u00f9 grande, quello di chi dona la propria vita per quelli che ama. Davanti al pericolo di una morte presente dappertutto nel Paese, hanno scelto, a rischio della loro vita, di vivere fino alla fine i legami di fraternit\u00e0 e di amicizia che avevano intessuto con i loro fratelli e le loro sorelle algerini, per amore. I legami di fraternit\u00e0 e amicizia sono stati cos\u00ec pi\u00f9 forti della paura della morte.<\/p>\n<p>I nostri fratelli e le nostre sorelle non avrebbero accettato che noi li separassimo da quelli e quelle in mezzo ai quali hanno donato la loro vita. Sono testimoni di una fraternit\u00e0 senza frontiere, di un amore che non fa differenze. \u00c8 per questo che la loro morte mette in luce il martirio di un gran numero di algerini, musulmani, cercatori di senso che, come artigiani di pace, perseguitati per la giustizia, uomini e donne dal cuore retto, sono restati fedeli fino alla morte durante il decennio nero che ha insanguinato l\u2019Algeria.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il nostro pensiero raccoglie in uno stesso omaggio tutti i nostri fratelli e sorelle algerini, e sono migliaia, che non hanno temuto neanche loro di rischiare la vita in fedelt\u00e0 a Dio, al loro Paese e alla loro coscienza. Tra loro facciamo memoria dei 99 imam che hanno perduto la vita per aver rifiutato di giustificare la violenza. Pensiamo anche agli intellettuali, agli scrittori, ai giornalisti, agli uomini di scienza e agli artisti, ai membri delle forze dell\u2019ordine, ma anche a migliaia di padri e madri di famiglia, umili anonimi, che hanno rifiutato di obbedire agli ordini dei gruppi armati. Anche numerosi bambini hanno perduto la vita a causa della stessa violenza.<\/p>\n<p>Fermiamoci sulla vita dei nostri 19 fratelli e sorelle. Sono morti per aver scelto, per grazia, di restare fedeli a quanti erano diventati loro prossimo, per il fatto di condividere con loro la vita di quartiere e il servizio reso insieme ad altri. La loro morte ha rivelato che la loro vita era a servizio di tutti: dei poveri, delle donne in difficolt\u00e0, dei disabili, dei giovani, tutti musulmani. Una ideologia di morte, che sfigura l\u2019islam, non sopportava le differenze di nazionalit\u00e0, di fede. Chi ha pi\u00f9 sofferto, al momento della loro tragica morte, sono stati proprio i loro amici e vicini musulmani, turbati che si facesse uso del nome dell\u2019islam per commettere tali azioni.<\/p>\n<p>Ma oggi non guardiamo al passato. Queste beatificazioni sono una luce per il nostro presente e per l\u2019avvenire. Dicono che l\u2019odio non \u00e8 la risposta all\u2019odio, che non esiste una spirale di violenza che sia ineluttabile. Vogliono essere un passo verso il perdono e verso la pace per tutti gli uomini, a partire dall\u2019Algeria, ma andando oltre i confini dell\u2019Algeria. Sono una parola profetica per il nostro mondo, per tutti quelli che credono e operano per un vivere insieme, e che sono numerosi qui nel nostro Paese e dappertutto nel mondo, di ogni nazionalit\u00e0 e religione. \u00c8 questo il senso profondo di questa decisione di papa Francesco. Pi\u00f9 che mai quella casa comune che \u00e8 il nostro pianeta ha bisogno della buona e bella umanit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p>I nostri fratelli e le nostre sorelle, infine, sono dei modelli sul cammino della santit\u00e0 ordinaria. Sono i testimoni che una vita semplice ma tutta donata a Dio e agli altri pu\u00f2 condurre alla vetta della vocazione umana.<\/p>\n<p>Non sono degli eroi, non sono morti per un\u2019idea o per una causa. Erano semplicemente membri di una piccola Chiesa cattolica in Algeria che, pur se costituita per la maggior parte di stranieri, e spesso considerata lei stessa come straniera, ha tirato le conseguenze naturali dalla scelta di far parte pienamente di questo Paese. \u00a0Era chiaro per ogni membro della Chiesa che quando si ama qualcuno non lo si abbandona al momento della prova. \u00c8 il miracolo quotidiano dell\u2019amicizia e della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>Molti tra noi li hanno conosciuti e hanno vissuto con loro. Oggi la loro vita appartiene a tutti. Ci accompagnano ormai come pellegrini dell\u2019amicizia e della fraternit\u00e0 universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Algeri, 20 gennaio 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">+ Paul Desfarges, arcivescovo di Algeri<br \/>\n+ Jean-Paul Vesco, vescovo di Oran<br \/>\n+ John MacWilliam, vescovo di Laghouat<br \/>\n+ Jean-Marie Jehl, amministratore di Costantina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato dei vescovi dell&#8217;Algeria La nostra Chiesa \u00e8 nella gioia. Papa Francesco ha appena autorizzato la firma del decreto di beatificazione di Mons. 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