Nel Sudan in guerra si sta consumando una tragedia dimenticata, o meglio di cui non si è mai davvero saputo se non nei pochi ambienti che hanno a cuore le sorti dei popoli d’Africa. A fianco delle fake news, le notizie false, ci sono infatti anche quelle taciute (no news), che non passano nei media che impattano l’opinione pubblica. Spesso le vicende di pochi personaggi (di solito ricchi e discutibili…) monopolizzano il panorama mediatico, mentre si tace il dramma di milioni di persone, vittime di scontri per il potere e il controllo delle risorse. Operazioni di distrazione di massa che sollevano il pubblico dalla responsabilità di prendere una posizione.

Anche se sperimentiamo la piccolezza delle nostre possibilità, non c’è alternativa al partire dal nostro compito. Mondo e Missione e i missionari del Pime cercano di fare luce su tanti drammi taciuti: non abbiamo abbassato l’attenzione su contesti come appunto il Sudan, o altri Paesi africani tra cui il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Quest’ultimo non trova pace: ha sofferto la morte di circa 10 milioni di persone negli ultimi tre decenni ed è di poche settimane fa la caduta in mano ai ribelli della città di Goma, dove viveva già un milione di sfollati. Tragedie che si sommano ad altre crisi dimenticate nei vari continenti, da Haiti allo Yemen, dal Myanmar a decine di altri luoghi.

Viviamo in questo mese la nostra “Quaresima missionaria”, raccontando con sobria consapevolezza i drammi ma anche i semi di speranza sparsi nel mondo da donne e uomini di pace. “Seminatori di speranza” come Vito Alfieri Fontana, di cui raccontiamo la storia in questo numero: produttore di mine mortali che si è convertito a operatore di pace. Ma anche il vescovo di Nazaret Rafic Nahra; padre Diego Dalle Carbonare e Adoun Ismail, voci dal Sudan; suor Roberta Pignone, missionaria medico in Bangladesh: testimoni dei nostri incontri quaresimali al Centro Pime di Milano. Quelle del seminatore e del seme sono immagini che ricorrono spesso nelle narrazioni di Gesù riportate nei Vangeli. Gesù stesso è, nel medesimo tempo, seminatore e seme. Nella civiltà agricola in cui predicava sono immagini di sicuro impatto. Anch’io, essendo cresciuto in una casa in mezzo alla campagna, so riconoscere la forza evocativa dei gesti del seminatore. Piccolo da sembrare quasi invisibile, il seme – se incontra un terreno buono – è destinato a portare un frutto sorprendente: è la meravigliosa lezione che ci viene dalla natura e la logica anti-mondana del Vangelo. Gesù è un granello che muore ma non scompare, anzi, porta frutto di vita. Sta qui il senso della Quaresima. Noi, come Gesù, siamo allo stesso tempo seminatori e seme di speranza e di pace nel cuore del mondo.

Gianni Criveller, Mondo e Missione di Marzoo 2025

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