All’inizio del nuovo anno 2025, insieme a due insegnanti e a tredici studenti della scuola secondaria superiore St Joseph gestita dalla Caritas, abbiamo intrapreso un pellegrinaggio di cinque giorni in Vietnam. Questo viaggio è stato un momento per riflettere e riconoscere la misericordia incondizionata, l’amore, la pace e la speranza che Dio ci dona attraverso gli incontri con gli altri lungo il cammino.
Ho Chi Minh City ci ha accolto con un tempo splendido e luminoso. Dall’aeroporto è stato organizzato un minibus turistico per il nostro viaggio di cinque giorni. Una guida turistica locale, che parlava cantonese, ci ha fatto strada e ha fornito spiegazioni significative su ogni sito che abbiamo visitato. Le strade trafficate di Ho Chi Minh City erano piene di motociclette.
Il nostro pellegrinaggio è iniziato con la visita alla chiesa di Song Vinh e poi a quella di Cap Saint Jacques, dove abbiamo assistito alla Santa Messa. Dei tredici studenti, solo uno era cattolico, ma la loro curiosità e il loro interesse a esplorare e incontrare il Signore erano evidenti, come il rispetto e la riverenza che hanno dimostrato in ogni chiesa.
Le visite al Museo di Storia e al Museo dei resti della guerra ci hanno permesso di comprendere l’enorme impatto della guerra sul popolo vietnamita. Mentre alcuni studenti condividevano le proprie esperienze, hanno menzionato più volte la loro gioia di trovarsi in un luogo sicuro. Il momento più toccante è stata la visita ai tunnel di Cu Chi. Durante la guerra, questi tunnel permettevano ai Viet Cong di muoversi inosservati, di passare sotto le truppe nemiche e di tendere loro un’imboscata alle spalle. Accovacciata in un tunnel alto appena un metro, ho avuto le vertigini e mi mancava il fiato, ma ho potuto farmi un’idea di ciò che i Viet Cong hanno dovuto sopportare durante la guerra.
La visita ai vari siti bellici mi ha dato un’idea reale sia degli orrori della guerra sia delle straordinarie difficoltà che le persone sono disposte ad affrontare per raggiungere il successo oggi.
Il momento più importante del nostro pellegrinaggio è stato senza dubbio la visita a un orfanotrofio. È stata un’esperienza straziante e al contempo commovente, che ha offerto una visione profonda della vita dei bambini che hanno affrontato le avversità in giovane età. Varcando le porte dell’orfanotrofio, sono stata travolta da un turbine di emozioni: ho visto il rifiuto e la mancanza di amore da parte dei genitori e ho constatato gli effetti della guerra che continuano a influenzare la vita dei bambini vietnamiti nati con malformazioni.
Nonostante non parlassimo la lingua locale, il linguaggio universale dell’amore e dell’affetto ha creato un legame speciale con questi bambini. Abbiamo anche avuto la sensazione che le nostre azioni, apparentemente insignificanti, avessero un impatto significativo sul loro benessere emotivo, considerando le perdite e le difficoltà che avevano già affrontato. Questa esperienza unica e significativa ha rinnovato la nostra speranza e ci ha fatto sentire quanto siamo fortunati.
Ringrazio Dio per essere sempre con me e per avermi dato l’opportunità di approfondire la mia fede e di sperimentare il Suo amore. Prego affinché tutti noi coltiviamo uno stile di vita altruista che ci permetta di accogliere e aiutare le persone bisognose nella nostra comunità e nella società.
Sr. Shinoby Thomas Olickal, Hong Kong