Lavorare con bambini diversamente abili si rivela non come un dovere, ma come un incontro profondo. Ogni mattina ci troviamo davanti a bambini la cui innocenza e gioia spontanea ci ricordano una verità fondamentale: ogni anima è preziosa, custodita nello sguardo di Dio.
Questa chiamata trascende la responsabilità. Siamo state consacrate e inviate a continuare l’opera di Cristo tra i più vulnerabili—bambini la cui sopravvivenza dipende da una presenza compassionevole. Le parole del profeta Geremia rafforzano la nostra vocazione: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato.” Questa certezza diventa il nostro fondamento.

Nei momenti di sincerità, incontriamo i nostri stessi limiti. Eppure, proprio dentro questi limiti la forza di Cristo trova spazio per operare. Gesù, Luce del Mondo, ci invita a diventare portatrici di quella stessa luce—non attraverso gesti grandiosi, ma mediante una presenza paziente. Camminiamo accanto a questi bambini mentre scoprono abilità nascoste, rivelano doni trascurati, crescono gradualmente nella fiducia. La nostra speranza più profonda si realizza nel vederli compiere piccoli gesti in autonomia, testimoniando una verità bellissima: pur essendo diversamente abili, portano in sé capacità straordinarie e inattese.
A Navchetan, Dio sussurra continuamente: “Voi siete le mie mani e i miei piedi.” Quale privilegio profondo si dispiega qui. Mentre aiutiamo i bambini a camminare, mangiare, giocare e imparare, tocchiamo qualcosa di sacro—il cuore stesso di Dio reso tangibile nella relazione umana. Questa missione esige tutto: il nostro tempo, le nostre energie, la pienezza della nostra compassione. Questo cammino si estende oltre i bambini stessi. Accompagniamo genitori che affrontano sfide profonde, sostenendo la dignità di ogni bambino nella società. In questo accompagnamento impariamo una pazienza che non sapevamo di possedere, una compassione che si approfondisce a ogni momento condiviso.
Questi bambini diventano i nostri maestri. Attraverso di loro comprendiamo più pienamente cosa significhi essere umani, dipendere interamente dalla grazia e dalla comunità. Nella loro presenza cresciamo—non solo nelle competenze, ma nella capacità di riconoscere il Divino in luoghi inaspettati.
Possa la grazia di Dio continuare a dispiegarsi in questi bambini e in noi. Insieme diffondiamo la Sua luce, la Sua speranza, il Suo sguardo tenero su ogni anima preziosa. È qui che incontriamo Dio nel modo più intimo—nei bambini bellissimi, diversamente abili, che ogni giorno ci insegnano cosa significhi amare senza misura.

Sr. Arockia Mary Joseph, Sr. Anila Shur, Sr. Jessy George Thonikuzhiyil
Delegazione Delhi

0 Comments

Leave a reply

©2026 Missionarie dell'Immacolata PIME

Log in with your credentials

Forgot your details?