Negli ultimi quattro anni ho avuto il privilegio di assistere alla Festa di metà autunno ad Hong Kong. È un evento culturale che celebra la luna piena e il raccolto con una serie di eventi e tradizioni che offrono un’esperienza culturale unica. Durante il festival le strade si animano di lanterne colorate e l’aria si riempie del profumo dolce e intenso dei mooncake.
Ufficialmente è la celebrazione della luna piena e del raccolto, ma nel profondo questa festa riguarda qualcosa di molto più grande: il rito sacro del pasto in famiglia e il calore insostituibile dello stare insieme. Mi hanno raccontato che questo è il momento in cui le famiglie si riuniscono, quando le generazioni si ritrovano sotto lo stesso tetto per condividere storie e contemplare insieme la stessa luna luminosa. Una volta ho sentito qualcuno descriverla in modo bellissimo: “dipinge la città con i colori dell’oro e dell’amore familiare. Eppure, per alcuni, la luna più luminosa può proiettare l’ombra più lunga.”
Quest’anno, la mia comprensione della festa si è approfondita in un modo inaspettato. Ho avuto il privilegio di unirmi ad un gruppo che fa visite per portare lo spirito della festa a coloro che non hanno più una famiglia: agli anziani che vivono da soli. Armati di scatole di mooncake ricchi e tradizionali, abbiamo bussato alle porte e abbiamo incontrato non solo persone, ma anime che custodivano una forza silenziosa e portavano con dignità il peso della solitudine. Quando abbiamo offerto loro i dolci simbolici della riunione, i loro occhi, spesso velati dalla stanchezza della solitudine, si sono riempiti di lacrime non solo per il dono, ma per la semplice presenza umana che rappresentavamo. “I miei figli non sono qui ad Hong Kong”, ha raccontato una signora anziana, stringendo il mooncake come se fosse un tesoro, “ma sono molto impegnati. Ora hanno le loro famiglie”. Non lo diceva con amarezza, ma con un pizzico di malinconia. La stessa città che ospita questa grande celebrazione della famiglia è anche quella in cui il ritmo incessante della vita può, ironicamente, separare le famiglie.
In quel piccolo e tranquillo appartamento, la nostra visita è diventata più di un atto di carità, è diventata un ponte. Per un’ora fugace, non eravamo volontari e beneficiari, ma una famiglia temporanea. Abbiamo condiviso il mooncake e parlato della vita. È stato un momento di umanità condivisa, una consolazione e una gioia costruita con cura nel silenzio. La vera lezione del Festival di Metà Autunno, ho imparato, non sta solo nella grandiosità delle lanterne o nella dolcezza del dolce, ma nella luce che possiamo portare nell’oscurità. Il messaggio profondo della festa – la connessione – non deve restare confinato alle nostre tavole: può essere esteso, condiviso, moltiplicato. La lanterna più bella del festival non è quella che teniamo in mano, ma quella che accendiamo nel cuore di un altro attraverso il semplice gesto della nostra presenza.
Sr. Hilda Joseph, Hong Kong
















