Chiamate ad essere luce di speranza tra noi e nelle nostre realtà apostoliche, impariamo a vivere questo essere LUCE approfondendo la Parola che illumina quotidianamente i nostri passi e guardando gli esempi di coloro che vivono attorno a noi.
“Siamo luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra, su nuovi giorni. ASCOLTAMI.”
Affido l’incipit di questo breve articolo alle parole di Elisa, una delle artiste italiane più apprezzate, e al suo brano “Luce (Tramonti a nord est)”, vincitore del Festival di Sanremo nel 2001. È proprio di questa luce che voglio raccontare: una luce che traspare dagli occhi, anche quando tutto intorno sembra buio.
Il protagonista è un uomo sulla cinquantina, che chiamerò Quisif. Un uomo che, nonostante il susseguirsi di eventi negativi non causati da una sua scelta, ma da circostanze più grandi di lui, non ha mai smesso di sperare in Dio. Di credere che, oltre l’oscurità, ci sia sempre una luce.
Non penseresti mai, guardandolo, che possa essere una persona pervasa dalla sapienza del Vangelo, quella che appartiene ai piccoli, agli uomini di Dio. Fedele alla religione tradizionale africana, poligamo, profondamente immerso nella cultura e nella tradizione Balanta, Quisif non smette mai di ricordarmi che la speranza in Dio non deve mai venire meno. Io lo chiamo Cristo, lui lo chiama N’Hala – che in lingua Balanta significa Dio – ma è sempre lo stesso rivolgersi a quel Creatore che tiene davvero nelle sue mani le sorti della nostra vita quotidiana.
Mai una parola fuori posto, piuttosto sempre una richiesta di scusa o una parola di incoraggiamento. Mai uno scatto d’ira, ma una voce pacata nelle conversazioni telefoniche, che iniziano quasi sempre con una domanda di perdono per un ritardo o per presunte mancanze che, in realtà, non ho mai riscontrato. È il segno di una cura profonda verso l’altro, di un’attenzione autentica.
La luce che appartiene agli “uomini di buona volontà”, come ricorda Karl Rahner nella sua spiritualità (i SEMEA VERBII) gli dona uno sguardo limpido e sereno, che cogli immediatamente sedendoti accanto a lui. Nonostante il mare di avversità attraversato e l’ingiustizia subita per una scelta di vita compiuta con coraggio, ostinazione e amore, Quisif non ha mai perso quella luce. Non credo sia apparenza: credo appartenga davvero a quelle persone a cui Dio ha donato un cuore grande e uno sguardo puro.
È una luce che continua a emanare dai suoi occhi castano chiaro, una luce intrisa di speranza e fiducia in Dio. Una luce che resta accesa nell’attesa dell’alba di un nuovo giorno: per la sua terra, per la sua vita.
Sr. Anna Marini, Guinea Bissau














