Ci sono vite che non si limitano a passare nel mondo, ma lasciano una scia, capace di scaldare i cuori anche quando non le vedi più all’orizzonte. Quella di sr. Velangani è stata così: un riflesso della grazia di Dio che continua a brillare attraverso i ricordi di chi l’ha conosciuta.
Allegra, disponibile e sempre pronta a dare una mano. Coraggiosa, forte, una presenza che travolgeva di gioia chiunque le si trovasse intorno… Sr. Simily ricorda i tre anni di postulato e noviziato come un periodo di “grazia e rafforzamento reciproco”, in cui si sostenevano a vicenda in modi sempre nuovi, che ora rimangono tesori preziosi ben custoditi nel suo cuore. Il suo, poi, non era un affetto passeggero: toccava le profondità della vita e sapeva abbattere le distanze… tutte.
Sr. Jyothi Bandi racconta di un legame rimasto vivissimo attraverso gli anni e la lontananza, grazie alla sua premura e alle parole di forza e speranza che sempre cercava di seminare nelle conversazioni che regolarmente avevano.
Per molti, come Suor Francina Britto, era una forza tranquilla di unità, capace di rendere vivo ogni spazio e di avvicinare le persone con creatività e una semplicità disarmante.
Per sr. Francina, la speranza di incontrarla di nuovo riposa ora nella promessa eterna di Dio. Una donna dalla gioia profonda, dal coraggio deciso e dall’amore compassionevole. La sua vita non consisteva semplicemente nell’adempiere ai doveri, ma nel toccare le vite con una cura e una presenza autentiche.
Il cuore pulsante della missione di sr. Velangani si rivelava nel servizio ai più fragili. Come infermiera, ha abbracciato la sua vocazione con una dedizione totale, specialmente a Mehendipara, dove si è presa cura dei pazienti lebbrosi. Per lei curare non significava solo somministrare farmaci, ma restituire dignità e speranza a chi la società aveva scartato.
All’interno della comunità ha poi servito come animatrice, un ruolo che ha svolto con tenacia e senso di responsabilità, sempre attenta ai bisogni degli altri e pronta a creare un ambiente di sostegno e di preghiera.
Ma la sua missione si estendeva ben oltre le mura della comunità… il suo impegno non conosceva soste.
A Guarigione Olistica prestava servizio due volte a settimana al Karuna Holistic Hospital di Buniadpur, desiderosa di farsi strumento dell’amore guaritore di Dio.
Inoltre è stata presidente dell’Associazione Sanitaria Cristiana del Bengala occidentale, dove ha lavorato per il miglioramento dei servizi sanitari.
Ha mostrato una sensibilità rara verso la salute mentale, coordinando il Ministero Cattolico per chi lotta in silenzio del Bengala occidentale.
E ancora, il suo ruolo di vicepresidente dell’Unità CRI (Conferenza dei Religiosi Indiani) della diocesi di Raiganj, in India, e di membro del Consiglio Nazionale del CHAI, evidenzia poi la fiducia riposta in lei e il suo contributo significativo alla missione sanitaria della Chiesa in India.
La sua vita ispirava silenziosamente… eppure il segno lasciato col suo passaggio sembra ora un solco vuoto e profondo che le parole non possono colmare.
Il dolore per la sua assenza è grande, e la perdita è difficile da comprendere.
Ma in mezzo a questo dolore resta un’eredità vivente di fede instancabile.
Con cuore grato, ringraziamo Dio per il dono della vita di sr. Velanganni e per la benedizione che è stata per ognuno di noi. La affidiamo alle mani amorevoli di Dio, credendo che ora interceda per noi in Cielo.
Non ha vissuto una vita straordinaria agli occhi del mondo, ma ha vissuto straordinariamente bene agli occhi di Dio.
Nella sua semplicità, ci ha mostrato che la santità non è nei grandi risultati, ma nel modo in cui amiamo, serviamo, e restiamo fedeli nei momenti ordinari della vita.
Il suo spirito allegro ci ricorda che la gioia è una scelta, anche nelle difficoltà.
Il suo coraggio ci insegna che le responsabilità non sono un peso, se portate con amore.
La sua compassione verso i poveri e i sofferenti ci sfida a guardare oltre noi stessi, e a diventare strumenti di guarigione in un mondo ferito.
Ha saputo bilanciare molte responsabilità, senza mai perdere la sua umanità.
Infine, il suo cammino di fede ci assicura che una vita radicata in Dio non finisce mai nel vuoto: continua a dare frutti nei cuori che ha toccato, nelle vite che ha curato e nell’ispirazione che ha lasciato.
Non solo è una vita che parla ancora in chi l’ha avuta accanto, è una vita che può parlare a molti altri ancora. E’ una vita che lascia delle domande… e ci consegna delle risposte.
Siamo così impegnati a fare che ci dimentichiamo di essere gentili, di essere presenti, di essere disponibili per gli altri?
In un mondo in cui i legami sono spesso superficiali, lei ci ricorda di costruire legami che contano davvero. La vita è fragile e imprevedibile. Spesso rimandiamo l’amore, rimandiamo il perdono, la gentilezza… sr. Velangani ci dice di vivere pienamente, amare profondamente e servire generosamente OGGI.















