Carissime Sorelle,
La pace del Risorto sia con voi!
Mentre la terra trema ancora sotto ordigni e droni bellici che spezzano famiglie, distruggono città, seminano paura e morte, un inno risuona con gioiosa speranza dopo la lunga notte della Veglia pasquale: “Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro”.
Questa, non è una notte qualunque. È la notte delle notti: quelle del Medio Oriente, quelle dei bambini sottratti all’Ucraina e deportati in Russia, quelle dei barconi senza nome nel mezzo del mare e della terra che restituisce soltanto macerie, e molte altre notti che affliggono la nostra umanità.
Ci vuole fede. Quella che impara a respirare nel buio inquietante e minaccioso della notte, quando ogni certezza tace e il silenzio pesa come una pietra. Ci vuole il coraggio del cuore che si protende verso l’alba senza ancora vederla, che si apre all’attesa di un annuncio che rovescia ogni logica umana, che frantuma ogni calcolo, che supera ogni speranza: Cristo è veramente risorto! E come se questo non bastasse, il Risorto ci chiama ad essere testimoni, come i discepoli, di una storia nuova che irrompe nella storia vecchia e la trasforma dall’interno.
Una storia in cui osare credere che il dialogo non è ingenuità, che la pace non è utopia, che la fraternità tra gli uomini non è un sogno impossibile. Cristo, il Risorto, ci manda ad annunciare
questa verità e assicura che Lui camminerà con noi.
Ce lo siamo dette e ripetute in diversi modi durante il Corso delle nuove Direzioni provinciali e di delegazione; ce lo siamo dette con convinzione, e proprio per questo vogliamo tradurlo in impegno concreto, vivendo come Corpo apostolico che testimonia la luce del Risorto e resiste alle logiche di morte: ci impegniamo a entrare sempre più nella prospettiva della sinodalità, lasciandoci alle spalle protagonismi, privilegi e ogni forma di élite. Ci impegniamo a fare della missione condivisa non solo una parola, ma uno stile che implica la capacità di camminare insieme, di dialogare tutte su ciò che riguarda tutte, in uno spazio dove nessuna ha solo da insegnare e nessuna ha solo da imparare, dove la parola di ciascuna è offerta e dono per le altre. Ci impegniamo, infine, a resistere alla tentazione dell’autoreferenzialità, quella tendenza sottile e sempre in agguato di misurare tutto a partire da sé, dalla propria realtà locale, dal proprio angolo di visuale, aprendoci invece alla ricchezza carismatica e alla complessità del nostro Istituto, che vive in contesti diversi e porta in sé una molteplicità di doni: una polifonia che non divide, ma arricchisce.
Possano queste convinzioni scaldare il cuore di tutte in questo giorno di Pasqua, in questo anno così speciale per la nostra famiglia missionaria, e possano queste convinzioni sostenere le motivazioni che ci spingono a dare insieme Gesù al mondo.
La luce del Cero Pasquale, che resterà accesa per questi cinquanta giorni, sostiene e nutre la nostra Speranza e ci ricorda che la luce del Cristo Risorto è più potente e più viva di ogni altra luce, persino di quella scia infuocata che i missili tracciano nel cielo, solcando orizzonti che dovrebbero essere di pace.
A tutte voi, i miei auguri di Buona Pasqua!
Sr. Antonella Tovaglieri, Responsabile generale











