«Venite, voi che siete benedetti dal Padre mio, e ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo»
(Matteo 25,34)
Queste parole di Gesù trovano un’eco vivo nella vita di suor Assunta, una donna che ha incarnato l’amore nella sua forma più silenziosa e fedele. La sua vita non fu rumorosa o drammatica, ma profondamente radicata, stabile e luminosa di grazia.
Nata in una devota famiglia cristiana, e cresciuta in un’atmosfera di preghiera, disciplina e semplicità, i suoi primi anni furono plasmati da una fede forte e da una santa ispirazione. In particolare l’esempio di un antenato santo lasciò un’impronta indelebile nel suo cuore, risvegliando un profondo desiderio di Dio.
L’umiltà, la perseveranza, e questo grande amore per gli altri e per la preghiera imparate da bambina, sono virtù che avrebbero silenziosamente definito tutta la sua vita, e che prima di tutto hanno scolpito il suo cuore portandola a rispondere generosamente alla chiamata missionaria entrando a far parte delle Missionarie dell’Immacolata.
Così è divenuta essa stessa ispirazione per la sua famiglia, tanto che alcuni anni dopo una sua sorella la seguì nel cammino di vita consacrata.
Fin dall’inizio, la sua consacrazione è stata caratterizzata dalla fedeltà e dalla gratitudine, era una presenza gentile e pacificamente forte. Non ha abbracciato la vita religiosa come un ruolo da svolgere, ma come un dono da vivere in pienezza, giorno dopo giorno.
Il suo ministero si è esteso tra le aule scolastiche e nel servizio pastorale e catechistico in diocesi e villaggi, paesi e città. Ovunque fosse inviata portava con sé un profondo senso di responsabilità e dedizione, e sempre lasciava il segno. Come educatrice ha toccato tantissime giovani vite, e come missionaria ha raggiunto i cuori di tutti, specialmente quelli dei poveri con il suo ascolto paziente, la semplice presenza e la sincera cura.
Non era mai legata a un luogo o a persone in particolare. Con sincera flessibilità, sapeva adattarsi a culture, lingue e costumi diversi. La sua disponibilità alla missione rifletteva la sua libertà interiore e il suo distacco, lei apparteneva a Dio completamente, non cercava riconoscimenti.
I suoi ruoli di leadership sono stati esercitati con grande saggezza, preferiva l’incoraggiamento all’autorità, e l’esempio all’istruzione. Era eccezionale.

Negli ultimi anni si è dedicata con appassionato impegno alla conservazione della storia e del patrimonio della Congregazione attraverso un preciso lavoro di archiviazione, un ministero che svolgeva con meticolosa cura, profonda lealtà e un profondo affetto verso le generazioni future.
Sebbene fisicamente fragile e spesso afflitta dalla malattia, sr. Assunta non ha mai permesso che la debolezza la definisse. La sua resilienza, la sua forte volontà e il suo coraggio silenzioso erano una testimonianza della sua forza interiore. Anche tra il dolore e i limiti, è rimasta attiva, attenta e profondamente impegnata nella vita e nella missione. Ha sopportato la sua sofferenza in silenzio, unita a Cristo, e l’ha trasformata in una fonte di grazia.
Non era una donna estroversa, eppure aveva una rara capacità di entrare nel cuore delle persone. Era una presenza affidabile e riservata, un’ascoltatrice compassionevole con cui chiunque poteva condividere gioie e dolori, certo di ricevere rispetto, empatia e accoglienza materna.
Amava leggere la Parola di Dio, lasciando che plasmasse i suoi pensieri, le sue scelte, le sue parole e i suoi atteggiamenti. La sua vita di preghiera era profonda e fedele.
Viveva la povertà evangelica con sincerità, accontentandosi del minimo indispensabile, e la creatività della sua mente la esprimeva in semplici gioie, come cucinare e fare giardinaggio. Provava pace nel coltivare la vita, ed era grata… grata per ogni grazia, ogni sostegno e ogni benedizione ricevuta attraverso la congregazione.
L’eredità spirituale che ci lascia è profonda. I suoi scritti, le sue riflessioni personali, il suo stile di vita, parlano di un’anima completamente abbandonata a Dio. Anche nell’ultimo giorno del suo viaggio terreno, la sua preghiera continuava a salire dolcemente dal suo cuore: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me”.
Con la sua scomparsa, abbiamo perso un tesoro prezioso, eppure, la sua vita rimane una testimonianza vivente. Possa la testimonianza gentile ma potente di sr. Assunta risvegliare in ogni cuore, giovane e anziano, il tenero invito del Signore: «Venite, e ereditate il regno preparato per voi».
Sr. Shaiji Paul Mundackal, Vijayawada




















