Sebbene la parrocchia comprenda solo un piccolo numero di fedeli, irradia una profonda ricchezza per la sua gran diversità. Provenienti infatti da otto settori, insieme alle famiglie dei villaggi vicini privi di strutture ecclesiastiche, si sono riuniti come un unico corpo in Cristo.
La presenza delle comunità di Chothe, Rongmei, Chiru, Aimol e Meitei ha mostrato la bellezza di vedere molte culture differenti, ma una sola fede, un solo Signore, una sola Chiesa. I delegati, quasi trecento, si sono riuniti non solo come partecipanti ad un evento, ma come pellegrini in cammino nella fede.

Le semplici sistemazioni, comprese le bancarelle di cucina comune organizzate per villaggio, sono diventate momenti di condivisione, di legame e di gioioso servizio.
Fin dall’inizio l’atmosfera era di raccoglimento e di elevazione spirituale.
Mentre la bandiera veniva issata e l’inno “Rock of Ages” risuonava tra le colline, si percepiva un profondo senso di appartenenza e di radicamento spirituale. La riflessione sul tema ha ricordato a tutti che la Chiesa poggia saldamente sul fondamento incrollabile di Gesù Cristo, tramandato attraverso l’eredità vivente degli Apostoli. Questa consapevolezza ha destato una rinnovata convinzione a rimanere saldi nella fede, nonostante le prove della vita.
Sua Eccellenza, il dottor Linus Neli, arcivescovo di Imphal, ha presieduto la celebrazione eucaristica, e questo è stato certamente il momento spirituale culminante dell’incontro. Il suo messaggio sul rinnovamento interiore e sull’unità ecclesiale ha toccato i cuori, invitando i fedeli a riscoprire la forza che scaturisce dalla comunione con Cristo e tra di loro.
Le sessioni di approfondimento che sono seguite sono state molto più che semplici momenti di confronto intellettuale, sono state veri e propri momenti di grazia. Ogni intervento ha aperto nuovi orizzonti: la vocazione universale alla santità, il tesoro delle risorse spirituali all’interno della Chiesa e il percorso storico della fede cattolica, consentendo così a tutti i partecipanti di apprezzare più profondamente il dono dell’appartenenza alla Chiesa.
Una riflessione in particolare ha toccato i cuori: la riflessione sulla famiglia, che è Chiesa domestica. È un tema che tocca la vita quotidiana, ricordando a tutti che la fede nasce in casa e cresce attraverso la preghiera, l’amore e la testimonianza. Non solo ha colpito l’animo delle persone, ma dinanzi all’invito di assumersi questa responsabilità condivisa per la sostenibilità della parrocchia c’è stato un evidente spirito di partecipazione e collaborazione tra i fedeli, il vivo desiderio di fare ciascuno la propria parte con amore e devozione.
Al di là delle sessioni formali, il congresso ha preso vita attraverso gioiose espressioni di fede e cultura. Gare, canti, coreografie e quiz sul Vangelo, attività divertenti ma anche piena celebrazione dei talenti donati da Dio. La grande serata culturale è diventata una testimonianza vivente della ricchezza di tradizioni colorate, vivaci e piene di fede, rivelando come Cristo viene incontrato e celebrato all’interno di ogni cultura.
Più che un semplice programma, il congresso si è trasformato in un tempo di risveglio spirituale, un’occasione per ritrovarsi, sanare le divisioni, rafforzare i legami e camminare insieme come un’unica comunità. Ha alimentato uno spirito di condivisione, sostegno reciproco e rinnovato zelo missionario. Il coinvolgimento attivo delle suore ha poi arricchito la bellezza di questa esperienza, e poter partecipare a questo cammino di fede è stato sia un privilegio che una benedizione. L’incontro è stato la testimonianza concreta che quando la Chiesa si fonda sulla “Roccia dei Secoli”, rimane viva, unita e incrollabile, irradiando speranza a ogni generazione.
Comunità di Bishnupur, Siliguri



















