Sabato 21 marzo 2026 è stata una giornata storica e memorabile per il Centro di formazione professionale di Djalingo delle Missionarie dell’Immacolata. In questa data l’associazione italiana Terra e Missione e il Centro di formazione di Djalingo in Camerun, due scuole di sartoria, hanno dato avvio ad un gemellaggio in videoconferenza.
Ad aprire le porte a questa iniziativa di condivisione e scambio culturale e professionale è stata Anna Moccia. L’associazione Terra e Missione APS della diocesi di Porto-Santa Rufina ha inserito il gemellaggio nell’ambito del progetto Fili di speranza, un corso gratuito di cucito che offre alle donne in difficoltà la possibilità di acquisire competenze nel campo del cucito e di intraprendere un percorso di crescita personale e di autonomia. Il progetto rappresenta una scommessa: coniugare l’apprendimento di un mestiere con la solidarietà internazionale.

A rispondere all’iniziativa sono state le Missionarie dell’Immacolata (Pime), che nella missione di Djalingo operano nel campo dell’istruzione e dello sviluppo professionale e personale delle donne e delle ragazze. Offrono alle più bisognose – in particolare a chi ha abbandonato la scuola, donne analfabete o senza lavoro – l’opportunità di migliorare la propria vita, imparare un mestiere e ottenere autonomia.
Obiettivo principale del gemellaggio è stato quello di favorire gli scambi, la condivisione di esperienze, la creatività e la realizzazione di progetti comuni, valorizzando al contempo le competenze di entrambe le scuole.
Il 21 marzo, verso le 10.30, le partecipanti si sono riunite presso la sede del Noviziato Internazionale delle Suore Missionarie dell’Immacolata a Roma, in collegamento online con il Camerun.
L’incontro si è aperto con una preghiera guidata da sr. Francesca Centorame, che ha anche curato la traduzione in due lingue. Successivamente c’è stata la presentazione di tutte le partecipanti.
Momento centrale e significativo è stato la testimonianza di sr. Rosetta Cereda, figura chiave del centro di cucito di Djalingo così come lo conosciamo oggi. È stata infatti lei ad avviare questo straordinario progetto con le donne locali del Camerun nel 1998, un’opera che continua attivamente ancora oggi e che ha gettato semi preziosi formando le donne al cucito, al lavoro a maglia, al ricamo e all’alfabetizzazione. Due di queste donne sono oggi diventate formatrici in questo stesso centro di Djalingo.
A fine incontro le allieve del centro di Djalingo hanno presentato i loro lavori: diversi modelli realizzati durante i corsi di ricamo, lavoro a maglia, cucito e altre creazioni in tessuto. Purtroppo è mancato il tempo da dedicare alle domande, ma è stato senza dubbio un incontro prezioso che ha permesso di instaurare un rapporto internazionale e di rafforzare gli scambi e la condivisione.
Sr. Chandana Rebecca Rozario, Camerun













