Si è spenta a Monza il 24 giugno sr. Stefania Berrini, un’insegnante senza confini, che ha saputo far fiorire il suo grande amore materno nell’educazione di bambini e ragazzi, senza badare all’ostacolo della lingua o della cultura.
Nata nel 1931 ad Angera, in provincia di Varese, ha presto riconosciuto una forte passione e un richiamo per l’educazione e l’insegnamento, e così si è laureata ed ha iniziato a lavorare come insegnante della scuola primaria. A questo affiancava il servizio attivo nell’oratorio della propria parrocchia e con l’Azione Cattolica. La sua famiglia era profondamente cristiana, e anche lei si era sempre riconosciuta in questa fede, perciò era entusiasta di poter donare le sue capacità e talenti ai ragazzi più piccoli in piena cerca di risposte.
Tutto questo era meraviglioso, ma nel 1956 qualcosa ha smosso il suo cuore, chiamandola alla vocazione missionaria. Nello stesso anno è entrata nella Congregazione delle Missionarie dell’Immacolata, ed ha pronunciato la prima professione dopo tre anni, nel 1959.
Nei primi anni la sua missione si è rivolta verso l’Italia, finché il 1° dicembre 1963 un rinnovato “Sì!” ha dato avvio ad un nuovo capitolo della sua vita, come donna e come missionaria.
Destinata inizialmente a Ibiporã, si è dedicata lì all’insegnamento e alla pastorale, con un’attenzione speciale verso i bambini sordomuti e i figli delle famiglie più povere, mossa dal desiderio di offrire loro un futuro attraverso l’educazione.

Le Missionarie dell’Immacolata partecipano al IX Congresso Eucaristico Nazionale tenutosi dal 16 al 20 luglio del 1975 a Manaus. Tra le sorelle sr. Stefania Berrini

Fu però il trasferimento in Amazzonia nel 1970, a Maués, a segnare l’esperienza più significativa della sua vita.
Per anni di è dedicata senza risparmio a portare il suo talento, il suo amore materno e tanta positività ed energia al popolo degli Indios Sataré-Maué, distribuiti in villaggi remoti raggiungibili solo dopo ore di navigazione. Qui, sr. Stefania racconta di aver incontrato quelli che definiva “gli scolari più straordinari del mondo”: bambini bellissimi e vivaci ai quali insegnava a leggere e scrivere in portoghese, superando le barriere linguistiche con gesti, disegni e “molta grazia dello Spirito Santo”.
Sr. Stefania parlava dei “suoi” Indios con un entusiasmo contagioso, testimoniando un’esperienza di amore dato e ricevuto.
Rimaneva colpita dalla loro straordinaria ospitalità e dalla capacità di condividere tutto, un valore che la stupiva ogni volta, riempendole il cuore senza risparmio. Rimase profondamente scossa quando si mise a raccontare a quelle piccole orecchie attente il viaggio di Giuseppe e Maria a Betlemme: con gli occhi sbarrati e il volto dispiaciuto non poterono concepire che nessuno avesse aperto la porta a Gesù alla sua nascita, proprio non ci credevano… perché loro avrebbero certamente offerto la propria amaca senza neppure pensarci due volte.
In confidenza aveva rivelato in un articolo che come insegnante mai avrebbe cambiato questi nuovi scolari con gli studenti italiani. Insegnava loro il catechismo e la lingua ufficiale, convinta che l’istruzione fosse lo strumento necessario affinché i popoli indigeni potessero progredire senza perdere la propria identità culturale. E la sua capacità di adattamento e l’apertura allo scambio di valori le hanno permesso non solo di raggiungere davvero ragazzi e adulti del luogo, ma l’hanno arricchita profondamente come donna e come consacrata.
Dopo periodi di servizio anche a Barrerinha, a Vila Missionaria, a Marituba e Macapà, problemi seri di salute l’hanno costretta a rientrare in Italia nel 1987.
Nonostante la malattia ha continuato certamente a servire la comunità mettendo a disposizione le sue doti intellettuali in traduzioni e trascrizioni di testi fino a quando le forze glielo hanno permesso.
Negli ultimi anni a Monza, segnati dal decadimento fisico e cognitivo, ciò che non è mai venuto meno sono stati il suo sguardo limpido e il suo sorriso accogliente, pur se talvolta velato dalla sofferenza.

Manaus, agosto 2004. Sr. Stefania Berrini con il Vescovo dom Luiz.

Ricordiamo oggi sr. Stefania come una missionaria entusiasta della propria vocazione, che ha amato intensamente il Signore dedicandosi ai più piccoli, agli assetati di qualcosa che li riempisse dentro, all’altezza del cuore, e agli emarginati.
La affidiamo alle braccia del Padre, grate di ciò che col suo esempio ci ha insegnato e consegnato.

Ringraziamo il Signore per il dono di sr. Stefania: una sorella intelligente, generosa, che ha amato con semplicità il Signore, la sua missione e la gente tra cui ha vissuto e che ha servito.

Lucia Rota

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