biografia di M. Dones

È ormai pronta la versione italiana della biografia di M. Dones, Storia di un “non so che. La vita di Giuseppina Dones”, scritta in due volumi da sr. Gabriella Tripani.

Che cos’è quel “non so che” di cui parla M. Dones? Un estratto del libro lo racconta:

E andata poi in chiesa e prostrata davanti al SS. Sacramento mi offrii” (Memorie, dicembre 1916)

Dicembre del 1916, quando Giuseppina Rodolfi vede nella notte un seminatore. E Giuseppina Dones va in chiesa con un non so che nel cuore.
(…)

Vi era entrata quel giorno, dopo il Natale;
non capiva veramente quello che stava succedendo, ma si era offerta.
Si era offerta al lavoro intenso all’ufficio di Propaganda,
alla relazione profonda e libera con p. Manna, e a quella imprevista e fresca con Giuseppina Rodolfi,
al lavoro con p. Tragella, p. Meani,
alle domande delle giovani ai congressini,
all’attesa, alle incomprensioni,
a pesi portati in solitudine,
alle gioie, agli incontri, alle scoperte e alle sorprese.
Si era offerta per qualcosa di nuovo che sarebbe infine nato.
E non sarebbe finita lì, al dicembre del 36.
Si era offerta alle fatiche degli inizi, tanti inizi,
la casa di via Melloni, il Boschetto, S. Siro, le piccole comunità in Italia;
si era offerta alla collaborazione sempre voluta con Balconi e con il PIME,
alle gioiose celebrazioni di vestizioni e professioni,
ai discernimenti, alle ammissioni e alle separazioni,
al dolore per le sorelle partite troppo giovani senza ritorno.
Si era offerta a scrivere lettere personali e circolari e le Costituzioni con Balconi,
a formare, insegnare, far crescere,
e a far vivere case e comunità, a imparare e provvedere e industriarsi.
Si era offerta al passaggio al nuovo Istituto e al nuovo abito che per lei era molto più che un abito.
E non sarebbe finita lì, al gennaio del 48.
Si era offerta all’apertura di Gudivada e delle comunità che sarebbero seguite
in India, in Bangladesh, in Brasile, negli Stati Uniti,
e in altri lontani luoghi che non avrebbe deciso e non avrebbe visto.
Si era offerta a due viaggi pesanti e affascinanti,
a capitoli e progetti,
a pensieri nuovi di missione,
a dubbi e perdite, a momenti di poca salute, all’infermità e al ritiro.
Si era offerta a tutto, prima di sapere a cosa.
E poi non si era più tirata indietro.

La Rev. Madre mi comunica la nomina mia per la nuova Opera. Ne ringrazio il Signore” (Memorie, 7/1/1917).

(Storia di un “non so che”. La vita di Giuseppina Dones, seconda parte)

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