Il Papa in Camerun

Dal 15 al 18 aprile 2026, il Camerun ha vissuto giorni che resteranno scolpiti nel cuore: un tempo in cui Papa Leone ha camminato insieme a un popolo vibrante di fede. È stato un vero “pellegrinaggio del cuore” che si è snodato tra strade polverose e sorrisi che sanno di Vangelo.

L’abbraccio di Yaoundé

arrivo del Papa a Yaoundé

Il 15 aprile, nel cuore di Yaoundé, l’emozione si è fatta tangibile. Sr. Alcinete Cardoso racconta di una gioia contagiosa che univa le autorità e il popolo semplice lungo le strade nel tragitto che va dall’aeroporto fino al Palais de l’Unité. Nonostante le misure di sicurezza, il sentimento di comunione era fortissimo, tutti erano lì riuniti con il cuore aperto ad accogliere il Papa Leone. Il messaggio del Papa è stato forte: “una parola di speranza, di incoraggiamento e anche di profezia per il nostro tempo”, dice sr. Alcinete.

L’eco nelle periferie

Ma la visita del Papa ha superato i confini della capitale, raggiungendo anche chi non ha potuto esserci. A Djalingo, nel nord del Paese, sr. Francesca ha raccolto lo stupore della gente del villaggio. Una mamma, seguendo gli eventi in TV, ha riassunto il senso di questo viaggio con estrema semplicità: «Il Papa è venuto per portare pace e benedizione al nostro popolo». È la gioia di sentire che il Papa non è venuto solo per i potenti, ma per stare vicino alla gente, per portare la loro voce e stare dalla loro parte.

La fede dei piccoli e il mandato finale

Il 18 aprile, giorno della celebrazione conclusiva, il Camerun ha mostrato il suo volto più autentico. Sr. Lucia ha visto la dignità di un popolo in cammino: donne che hanno cucito con pazienza abiti colorati per la festa e giovani che hanno passato la notte all’aperto pur di non mancare all’appuntamento con il Papa. In un contesto di povertà e sfide sociali, questa fede non è un’evasione, ma la forza per rialzarsi ogni giorno.

Sr. Sini, giunta dall’arcidiocesi di Garoua, ha partecipato agli eventi conclusivi raccogliendo il messaggio finale del Pontefice: «Non abbiate paura, Dio è con noi». Un invito forte a cercare insieme la pace e l’unità, a praticare la giustizia e a restare lontani dalla corruzione per il bene del Paese.

missionarie dell'Immacolata alla celebrazione conclusiva

Questa visita, seguita e commentata anche dai media italiani ha visto la partecipazione di due missionarie dell’Immacolata camerunesi: sr. Suzanna Djebba e sr. Carine Nguimeya a TV2000, rimane come un dono grande. Ora tocca a ogni cristiano trasformare quelle preghiere e quelle parole in scelte concrete di vita quotidiana.

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