Si è svolto a Thrissur, nel Kerala, il 7° Grande Raduno delle Missioni (GGM 2026), promosso da Fiat Mission e ospitato dal Jerusalem Retreat Centre. Fondata da fr. Ceetly insieme a un gruppo di collaboratori laici, Fiat Mission continua a proporsi come movimento di evangelizzazione capace di risvegliare nei fedeli il senso della propria vocazione missionaria, sull’esempio del «fiat» di Maria: «Si compia in me secondo la tua parola».

Per il settimo anno consecutivo, le Missionarie dell’Immacolata hanno preso parte al Raduno, portando la testimonianza delle tre province indiane della Congregazione. Allo stand missionario, curato con il contributo delle comunità di tutto il Paese, si sono alternati momenti di preghiera, rosari missionari preparati a mano, esposizioni e testimonianze dirette, rivolte in particolare a bambini, giovani e famiglie: ai bambini sono stati proposti modi concreti per diventare «piccoli apostoli», ai giovani spunti per testimoniare Cristo nella società, ai genitori una riflessione sulla famiglia come luogo di missione.

Tra le voci ascoltate durante il Raduno, quella di sr. Namitha ha lasciato un segno particolare. Già impegnata nella pastorale giovanile come membro di Jesus Youth, ha raccontato il proprio cammino di discernimento fino alla scelta della vita consacrata tra le Missionarie dell’Immacolata e, oggi, al servizio missionario in Indonesia, lontano dalla propria terra, dalla propria lingua e dalla propria cultura. Nella sua testimonianza è tornata più volte un’idea semplice: quando Cristo diventa il bene più grande della propria vita, nessuna distanza appare troppo lontana e nessun sacrificio troppo pesante. Molti giovani presenti hanno riconosciuto, nelle sue parole, un esempio concreto di ciò che significa lasciare tutto per il Vangelo.

Il Raduno, durato una settimana, ha visto un flusso costante di visitatori. Attraverso letture bibliche, rosari missionari e incontri personali, molti hanno compreso, spesso per la prima volta, che la missione non riguarda soltanto terre lontane, ma può nascere ovunque si viva, si studi o si lavori.

Gli organizzatori del GGM hanno espresso apprezzamento per il contributo della MdI nel diffondere la consapevolezza missionaria tra i partecipanti. Il frutto più significativo dell’iniziativa, tuttavia, non si misura nei materiali distribuiti o nei programmi realizzati, ma nei cuori toccati e nelle domande suscitate.

La presenza congiunta delle tre province indiane ha offerto, infine, un’immagine viva di comunione all’interno della Congregazione: la missione, prima ancora che un’iniziativa individuale, resta sempre una risposta condivisa alla chiamata di Dio.

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